Dal greco κòλον (kòlon: “intestino“), deve la sua origine a una componente protoarchitettonica arcaica in Grecia; come infatti teorizzava Vitruvio che lo stile Dorico non fosse altro che la naturale evoluzione in pietra delle più antiche costruzioni religiose lignee, allo stesso modo è possibile fare risalire l’invenzione stessa delle colonne ad un epoca antecedente la creazione dei primi edifici di culto.
Come è stato accertato dai recenti ritrovamenti, in un’epoca compresa tra il 1376 e il 1107 a.C. (circa) collocata approssimativamente tra la fine dell’architettura micenea e l’inizio di quella arcaica: a causa delle scarse tecnologie disponibili e i proibitivi costi di taglio e trasporto del legname, la maggior parte degli edifici venivano eretti utilizzando una prosaica ma funzionale mistura di paglia, sabbia e guano.
Data la crescente domanda risultò sempre più difficile reperire sufficienti quantità di materie prime e gradualmente nuovi materiali vennero introdotti a sostituzione dell’oramai rarissimo guano: in quella che tutti gli storici concordano nel definire come “architettonica aromatica“, la coproarchitettura conobbe una vera e propria età dell’oro, espandendo la propria ricerca di alternative al guano a tutto il mondo mammifero, ritrovando il rapporto ottimale nel materiale di origine umana (per produrre e trasportare il quale si ricorse ampiamente all’utilizzo di schiavi).
Culmine di quest’epoca storica, fu proprio l’introduzione dei primi elementi strutturali successivamente noti come colonne; pare che l’intuizione sia sorta simultaneamente in diverse zone della Grecia, allorquando diversi produttori di materiale edile, notarono che la forma con cui il materiale escrementizio umano (in greco Στρòνξο) si presentava in natura , ben si prestava al supporto distribuito di grossi carichi come le coperture dei templi.

Ispirandosi alla forma e all’orientamento della produzione umana, in breve tempo nacquero le prime κòλοννα (kòlonna: “fiore dell’intestino“), dalla caratteristica forma slanciata: elementi architettonici che sopravvissero sino ai giorni nostri.
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