Fortunato – for|tu|nà|to

Neologismo apparso nei primi anni ’50, come diretta conseguenza della cessazione del piano Marshall di ricostruzione post-bellica; parallelamente ai finanziamenti, infatti, erano giunte in Italia circa 15.000 tonnellate di materiali generici derivanti dal surplus dell’esercito alleato, caratterizzate dal tipico marchio U.S. e dalla data di scadenza cancellata dalle casse.

La varietà assai limitata di questi prodotti (principalmente calze di nylon, radiosveglie e prodotti ittici) ne garantì la permanenza nel mercato anche a molti anni dalla cessazione delle spedizioni, il termine fortuna (dall’inglese for tuna: “per il tonno” scritta stampata su buona parte del materiale) deriva proprio dai molteplici scopi con cui, nel decennio dal 1947 al 1957, furono utilizzati gli aiuti provenienti d’oltreoceano.

I grandi container, destinati, come dice il nome stesso al trasporto di tonni e delfini sottolio per uso alimentare, una volta vuotati del loro contenuto (sovente dentro fosse comuni in terreno sconsacrato), venivano rimodellati da maestri artigiani per adeguarsi ai più svariati usi: cestini da pic-nic, piccole casseforti domestiche, contenitori per il pranzo e graziose tabacchiere lavorate a sbalzo, dando via ad un vero e proprio mercato grigio.

Il 15 maggio 1952, la città di Napoli fu grandemente scossa, allorquando Ciro Menzeguti: provetto artigiano nel campo del riciclaggio di container, tappi di sughero e valuta estera, assalito nel suo laboratorio da piccoli esponenti della malavita locale, riuscì a salvarsi dall’ormai certa esecuzione, grazie alla provvidenziale caduta di uno dei tanti container “for tuna” appesi al soffitto del suo magazzino.

container_20.jpg

Il Deus ex machina

Nonostante il trauma cranico, lo strabismo indotto e la lieve paralisi agli arti inferiori, il miracolato Menzeguti, rimase eternamente grato alla “fortunata” che lo sospinse via da un destino assai più tragico e, fino alla sua morte in seguito ad un agguato camorrista il 18 maggio 1952, impegnò il suo tempo a gemere di felicità e a defecarsi nel letto per la gioia di essere ancora vivo.

In breve tempo, dal termine originale ‘nafortunata indicante proprio un forte colpo che volge in meglio la situazione, si arrivò a parlare del Menzeguti, semplicemente come del fortunato, estendendone presto il significato a tutti quegli eventi inaspettati ma sorprendentemente piacevoli.

1 Response to “Fortunato – for|tu|nà|to”



  1. 1 Patata - pa|tà|ta « Etimo Incerto Trackback su 2 ottobre 2007 alle 17:30

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