Maiale – ma|ià|le

Come è noto l’allevamento del maiale si è affermato presso le popolazioni italiche dell’Italia Settentrionale durante l’occupazione celtica. Anche nel periodo precedente all’addomesticamento dell’animale, le razze suine selvatiche erano notevolmente apprezzate per la qualità delle loro carni e per la possibilità di conservarle previa salagione, ma la loro cattura e uccisione avveniva solamente in seguito a sporadiche battute di caccia. Tale pratica era considerata notevolmente pericolosa per gli stessi cacciatori che potevano essere feriti o uccisi da un animale particolarmente aggressivo.
Il primo esempio di addomesticamento di un esemplare di razza selvatica (simile all’odierno cinghiale nord-europeo) nasce contemporaneamente al termine “maiale” per una curiosa coincidenza. Narra una leggenda che un giorno un vecchio celta della tribù dei Boi avesse sorpreso un grosso cinghiale intento a bere la birra messa a fermentare all‘interno di un grosso contenitore in bronzo. Di fronte all’orribile scoperta il celta avrebbe cominciato a gridare nel proprio idioma “My ale! My ale!” dove il pronome possessivo “my”, nel senso di “mio”, viene accostato al sostantivo di “ale”, unico termine utilizzato per designare la birra prima dell’introduzione del luppolo e che sopravvive ancora oggi nelle lingue germaniche. Immediatamente dopo il celta si avvicinò con passo deciso al cinghiale immobilizzato dallo spavento e da diversi litri di birra, scannandolo con un deciso colpo di coltello.
Un giovane etrusco che aveva assistito a tutta la scena riferì quanto era accaduto al capo villaggio ed insieme ne trassero la conclusione che si trattava sicuramente di un metodo celtico per catturare i cinghiali senza affrontare i pericoli della caccia. Volendo sperimentare questa peculiare tecnica, i due etruschi misero un grosso secchio pieno di vino al limite del villaggio e aspettarono pazientemente l’avvicinamento di un cinghiale. Una volta che l’animale ne ebbe bevuto una buona quantità, il giovane gli corse incontro e, senza tralasciare di recitare a voce alta la formula magica “Maiel! Maiel!”, uccise il cinghiale sul posto .

800px-zwijntje.jpg

Questa pratica fu utilizzata in seguito anche per catturare i cinghiali vivi e farli riprodurre in cattività, dando inizio alle prime forme di allevamento. Ciò che era sembrato una formula magica al giovane etrusco entrò a fare parte del linguaggio comune andando a sostituire completamente il termine etrusco usato per designare il maiale. I celti, invece, continuarono a chiamarlo “Cruina/Grein“, vocaboli che persistono ancora oggi nei dialetti piacentino e piemontese.

0 Responses to “Maiale – ma|ià|le”



  1. Lascia un commento

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...





%d blogger cliccano Mi Piace per questo: