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Gazzella – gaz|zèl|la

Dal termine ebraico רצועת תו (Gaza yeloiì: lett. “[Colui che] non corre più veloce di un proiettile” o anche “Palestinese abusivo“) diffusosi dopo la guerra del 1948 tra Egitto e Israele.

La reale origine è tutt’ora molto discussa; se da un lato si sostiene che si tratti di un probabile barbarismo derivante dall’arabo Gazzah èllàh (lett.”Questo territorio non è male, potremmo sistemarci qui…“) i linguisti Israeliani hanno sempre negato questa interpretazione, sostenendo invece che il lemma Gaza yeloiì è in realtà sempre appartenuto al popolo di Sion grazie allo stretto legame che intercorre con Dio; come sostiene il professor Astuarlfo Ricciadori nel suo saggio “il lemma Gaza yeloiì è in realtà sempre appartenuto al popolo di Sion grazie allo stretto legame che intercorre con Dio.” (Ed. La trottola, 1994):

il lemma Gaza yeloiì è in realtà sempre appartenuto al popolo di Sion grazie allo stretto legame che intercorre con Dio.

L’unico argomento che trova concordi entrambe le fazioni, riguarda le circostanze in cui è questo termine è entrato a far parte del linguaggio contemporaneo: utilizzato inizialmente dai coloni Israeliani come grido di giubilo davanti a un’abitazione rasa al suolo o, al limite, a un Palestinese confinato dentro il baracchino del tirassegno; venne introdotto in Italia nel 1953 da un tale Aristide Livazzi di Abano terme, linguista in erba e contabile bancario per passione.

Rimanendo coinvolto in una lunga discussione politica in Yiddish nel corso di un safari, il Livazzi, completamente digiuno di idiomi diversi dalla sua lingua madre si convinse che i suoi infervorati compagni dissertassero delle meraviglie naturalistiche circostanti; nel tentativo di darsi un contegno finì per ripetere i vocaboli più assonanti giuntigli alle orecchie, attribuendoli erroneamente a elementi faunistici.

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Ritornato presso gli amici del bar, il Livazzi millantò pantagrueliche battute di caccia esotica enumerando le specie che aveva contribuito ad estinguere; tra queste, ovviamente, non poteva mancare la gasélla, da quel giorno diventato ufficialmente il nome del noto genere di Antilopi.